7 Ottobre 2016

Storia di un’impresa quasi impossibile

L’idea l’ha avuta Flavio Nardi della libreria La Pieve: riunire autore, regista e produttore per una serata di presentazione del cast e della storia di un’impresa che sembrava impossibile. L’incontro si è svolto lunedì sera nei nuovi spazi allestiti dalla pro loco di Pieve di Soligo per la sessantesima edizione della sagra dello Spiedo Gigante . 
Le riprese di “Finché c’è prosecco c’è speranza”, tratto dall’omonimo romanzo giallo di Fulvio Ervas, inizieranno il prossimo 10 ottobre, tra le colline di Tarzo, Rolle, Farra di Soligo, e dureranno cinque settimane. 
“Nell’estate del 2014 mia sorella Mariangela mi disse che dovevo assolutamente leggere il libro di Ervas. Rimasi colpito dal suo modo di raccontare, dal suo sguardo fresco e non banale”, ricorda Antonio Padovan, trent’anni, nato a Conegliano, dal 2007 regista di documentari e spot pubblicitari a New York. 


“Così gli chiesi di scrivere la sceneggiatura insieme a me. Questo film è una lettera d’amore nei confronti del mio territorio, di queste meravigliose colline che vivendo all’estero apprezzo molto di più di quando abitavo qui. È un tentativo di raccontare i veneti al di fuori dei soliti stereotipi.” 
L’ispettore Stucki, che nel libro indaga sulla morte del Conte Ancillotto “che non sfruttava mai le sue viti”, sarà interpretato da Giuseppe Battiston, recentemente tra i protagonisti di Perfetti sconosciuti. Accanto a lui Diego Pagotto, Giovanni Betto, Roberto Citran, Teco Celio, Silvia D’Amico, Rade Serbedjia, Liz Solari, Mirko Artuso. Un cameo per Fulvio Ervas: debutterà come nei panni di un kosovaro che gioca a calcio balilla. “Ci sono riusciti contro la mia volontà – scherza lo scrittore. La verità è che in questi due anni si è creata una tale sintonia con Antonio e gli altri compagni di avventura, che non sono riuscito ad oppormi. Ho imparato molto dal lavoro di scrittura per il cinema, che in questo caso fotografa noi e il momento che stiamo vivendo: il territorio resta al centro della storia, è la barca che non va bucata altrimenti affondiamo tutti, soprattutto i nostri nipoti. L’augurio è che la monocultura della vite non si trasformi in monocultura del pensiero.” 
L’impresa quasi impossibile di finanziare un film indipendente è riuscita ai produttori veronesi Nicola Fedrigoni e Valentina Zanella di Kplusfilm, società specializzata anche in location management. “Sarà presentato il prossimo anno alla Mostra del Cinema di Venezia, per poi essere distribuito in autunno in centocinquanta sale – spiega Fedrigoni. Faremo investimenti sul territorio per un milione e trecentomila euro, ma nonostante questo non abbiamo ricevuto alcun sostegno né dai produttori di prosecco né da enti pubblici o consorzi. Tant’è che a un certo punto avevamo pensato di girare sulle colline di Trieste, perché la regione Friuli mette a disposizione fondi e collaborazioni. Poi Antonio Padovan mi ha convinto – non so come – a lasciare l’ispettore Stucki tra i paesaggi a cui è dedicata la sua lettera d’amore.” 

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